LA SFERA CELESTE
Poiché l'occhio umano è incapace di valutare le distanze degli astri, gli antichi pensarono che le stelle fossero tutte a una medesima distanza da noi e le immaginarono fissate sulla superficie di una sfera celeste. Gli astri vaganti fra le costellazioni erano considerati più vicini a noi delle stelle, e le loro distanze venivano stimate in base alla rapidità dello spostamento. Perciò la Luna era considerata l'astro più vicino alla Terra; in ordine di distanza venivano poi Mercurio e Venere, il cui moto fra le stelle è in effetti piuttosto rapido, seguiti dal Sole, da Marte, Giove e Saturno (Urano, Nettuno e Plutone non erano conosciuti); infine, la sfera delle stelle fisse racchiudeva tutto l'universo. La Terra era considerata immobile al centro dell'universo. Il moto di rotazione della Terra veniva attribuito all'intera sfera celeste e la rivoluzione terrestre intorno al Sole era considerata come un moto del Sole fra le stelle dello Zodiaco. Tale sistema è detto geocentrico o tolemaico, dal nome dell'astronomo greco Tolomeo (sec. II d.C.) che ne fu l'ultimo teorizzatore. Benché sia certo che è la Terra a girare intorno al Sole, abbiamo anche noi l'impressione che il Sole descriva una traiettoria, attraverso le costellazioni dello Zodiaco, che viene chiamata eclittica.






La sfera celeste
La posizione dei pianeti nel sistema geocentrico o tolemaico (in vigore fino al sec. XVII)